Un breve viaggio nella biodiversità faunistica del Friuli Venezia Giulia, raccontato per numeri e immagini, in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente 2020.
Il focus parte da un'attenta analisi di come i Parchi Naturali abbiano contribuito a salvaguardare la biodiversità faunistica in tutta Italia negli ultimi 100 anni.

 

L’articolo che ha ispirato questa breve digressione è stato pubblicato il 24 maggio, in occasione della Giornata Europea dei Parchi.
Il mio focus invece esce oggi, il 5 giugno, all’interno della #rubricabiodiversità e in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020.

 

"E' il momento per la Natura".

Questo il motto con cui oggi l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) inaugurerà la tavola rotonda per discutere del “drammatico declino della biodiversità del pianeta” (link di approfondimento qui).

Il tema è sicuramente scottante.
Ultimamente stiamo assistendo a disastri ambientali senza precedenti, e tutto questo non può che ledere la nostra fiducia in noi stessi in quanto specie animale Homo sapiens e, al contempo, peggiorare la salute del nostro pianeta.

Ma a discapito di questo, la visione appassionata di Giampiero Sammuri, Presidente di Federparchi e del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, autore dell’articolo del 24 maggio che qui vi proponiamo, getta una luce positiva sul lavoro che una consistente fetta di “esseri umani” si impegna a fare ogni giorno per la salvaguardia della nostra amata Gaia.

Il ruolo dei Parchi Naturali negli ultimi 111 anni

L’articolo racconta dell'evoluzione del mondo della fauna selvatica italiana negli ultimi 111 anni, da quando cioè vennero istituiti i primi Parchi Europei in Svezia.
L'istituzione dei primi Parchi in Italia, avvenuta poco dopo, è stato un pilastro fondamentale per la conservazione della natura autoctona.
Il punto di non ritorno, infatti, stava per essere sfiorato: da quando, alla fine dell'800, animali selvatici di ogni genere, connessi da equilibri ecologici saldi, abitavano tutti gli ambienti naturali comprese le nostre splendide montagne, al momento in cui tutte le specie di grandi carnivori, di uccelli predatori e di spazzini del cielo, ma anche di ungulati alpini, di mustelidi e.. (forse è meglio che mi fermo perché l'elenco è tristemente lungo...) si sono ritrovati quasi sull'orlo dell'estinzione, con pochissimi esemplari a difendere la sopravvivenza della specie, il passo è stato veramente breve.
Le parole di Sammuri raccontano questi fatti con precisione.

Il punto sul Friuli Venezia Giulia

Il focus che propongo in queste righe è un’analisi breve e concisa degli elementi caratterizzanti la naturalità della nostra regione Friuli Venezia Giulia. La sua varietà di ambienti, come ben sappiamo, ne fa "un piccolo compendio dell'Universo" e ogni habitat costituisce il luogo ideale in cui vivono interconnesse tra loro numerose specie animali, i cui numeri possono veramente far invidia all'intera biodiversità faunistica italiana!

Si va per numeri, si va per grafiche, per rendere il tutto facilmente comprensibile!

Poi, di seguito, l'articolo sulla Biodiversità nei parchi italiani.

 

(ci scusiamo ma lo slider di diapositive non è visibile da cellulare)

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