Prosegue il nostro viaggio nella biodiversità per esplorarla sotto diversi punti di vista.

Oggi parliamo di fiumi e del loro collegamento con la biodiversità di un territorio!
In particolare, come è (quasi) ovvio che sia, il territorio in questione è quello del Friuli-Venezia Giulia, già definito dal buon Boccaccio come una "terra di più fiumi e chiare fontane".
Nell'immagine di copertina di questo articolo abbiamo illustrato molto schematicamente come i nostri corsi d'acqua, in particolare quelli che dalla montagna "sfociano" verso l'Alta Pianura, siano dei perfetti corridoi ecologici.
La domanda sorge spontanea: che cos'è un corridoio ecologico?

Per parlare di questo concetto facciamo un passo indietro e interroghiamo l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sul significato e la definizione di una rete ecologica:

La rete ecologica come un sistema interconnesso di habitat, di cui salvaguardare la biodiversità, ponendo quindi attenzione alle specie animali e vegetali potenzialmente minacciate. Lavorare sulla rete ecologica significa creare e/o rafforzare un sistema di collegamento e di interscambio tra aree ed elementi naturali isolati, andando così a contrastare la frammentazione e i suoi effetti negativi sulla biodiversità.

La rete ecologica è costituita da quattro elementi fondamentali interconnessi tra loro:

  • Aree centrali (core areas): aree ad alta naturalità che sono già, o possono essere, soggette a regime di protezione (parchi o riserve);
  • fasce di protezione (buffer zones): zone cuscinetto, o zone di transizione, collocate attorno alle aree ad alta naturalità al fine di garantire l'indispensabile gradualità degli habitat;
  • fasce di connessione (corridoi ecologici): strutture lineari e continue del paesaggio, di varie forme e dimensioni, che connettono tra di loro le aree ad alta naturalità e rappresentano l'elemento chiave delle reti ecologiche poiché consentono la mobilità delle specie e l'interscambio genetico, fenomeno indispensabile al mantenimento della biodiversità.

(definizioni tratte dal sito dell'ISPRA)

Ecco dunque che anche in forma testuale riusciamo a cogliere come i nostri fiumi siano elementi di collegamento e connessione tra territori ad alta naturalità, tipicamente quelli montani e prealpini, e territori fortemente antropizzati come quelli planiziali, consentendo una naturalizzazione di questi ultimi grazie alla dispersione degli specie animali, e anche di quelle vegetali.
L'abbandono dei territori montani ha invece accentuato la loro grande "wilderness" consentendo a queste aree di fungere da "core areas", come definito nel paragrafo precedente.
I fiumi svolgono perfettamente questa funzione di corridoio potendo offrire alla fauna  protezione (boschi ripariali e golenali), acqua (anche nei torrenti qualche pozza la si può comunque trovare) e cibo, dato che, offrendo possibilità di nutrimento (grazie ai vegetali), riparo e spostamento per gli animali, questi finiscono per entrare.. nella catena alimentare come prede o predatori di altre specie.
Anche le piante beneficiano del fiume, potento contare su una migliore dispersione del proprio seme grazie all'acqua, al vento e agli stessi animali, trovando la possibilità di colonizzare nuovi ambienti (anche comportandosi da pioniere) e favorendo quindi la presenza di insetti e dei loro predatori.
La "ruota della biodiversità" è in perenne movimento lungo un fiume, ed è questo perchè è giusto tutelarli, proteggerli, e anche battersi perchè la naturalità dei corsi d'acqua e degli ambienti ad essi associati venga garantita e preservata, per impedire che gli interessi di pochi vadano a scapito del benessere di un'intera comunità.

Nella galleria di foto sottostante, i "Magnifici 9" corsi d'acqua che collegano aree montane e prealpine alla Pianura Friulana, e viceversa. Parliamo di : Livenza, Cellina, Meduna, Tagliamento, Cormor, Stella, Torre, Natisone, Isonzo (con buona pace di quelli minori che qui non abbiamo menzionato..)
Dando loro un rapido sguardo visivo, possiamo cogliere al volo alcuni dei concetti espressi in questo breve testo!

Al prossimo appuntamento con la #rubricabiodiversità !

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