(SPOILER: non vuole essere un post triste!)
 
 
Una decina di giorni fa ho incontrato in bosco un vecchio amico schiantato da un colpo d'aria durante l'ultimo freddo inverno.
Il ciliegio selvatico (Prunus avium) è un albero non molto longevo, ma quando raggiunge una certa età è uno spettacolo per l'intero bosco, soprattutto durante il momento della fioritura.
Per questo ciliegio sfortunatamente questa sarà probabilmente l'ultima.
 
 
Con una parte delle radici ancora saldamente aggrappate al terreno, e con un ultimo sforzo, consegna al futuro la sua speranza attraverso le centinaia di candidi fiori, pronti a diventare ciliegie, contenenti semini, ognuno dei quali è possibilità di progenie affidata a merli, storni, topolini e altri mammiferi ghiotti di questi prelibati frutti. Saranno loro a portare in giro e disseminare i nuovi, possibili, Prunus avium. Dove proveranno a crescere e svilupparsi, a nessuno è dato saperlo.
Non solo. La radura apertasi dallo schianto del vecchio albero farà giungere nel bosco la radiazione luminosa necessaria ad altre piante che attendevano con trepidazione questo momento, e nuova vita vegetale cercherà una strada verso l'alto nella corsa competitiva (forse non nel senso con cui lo intendiamo noi umani) alla sopravvivenza dell'individuo, e con lui, della specie.
Dal legno destinato alla putrefazione trarranno infine (se così sì può dire) energia migliaia di funghi, batteri, insetti e loro predatori, alla base della catena alimentare che, attraverso infiniti intrecci, supporta perfino la nostra vita come specie umana.
 
Vale per la chimica, ma la "Legge di conservazione della massa" di Lavoisier "Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma" vale evidentemente anche per la catena della vita.
La percezione del "dramma dell'evoluzione" non dev'essere qualcosa che avvertiamo necessariamente come tragico, ma come un fatto che attesti ancora una volta la nostra appartenenza alla comunità della Terra.
Ringraziamo l'amico ciliegio per aver sfamato generazioni di uccelli, dato il suo contributo a produrre l'ossigeno che respiriamo -là dalla cima di quell'anonimo colle- e attendiamo con naturalistica ansia di sapere chi prenderà il suo posto in quel boschetto!
 
PS: Non prendeteci per cinici. Cerchiamo di promuovere sensibilità anche così
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