Continuiamo il nostro viaggio nella biodiversità per esplorarla sotto diversi punti di vista: oggi indagheremo i suoi rapporti con la cultura di un popolo.

 

“La Nazione Haida è l’erede legittimo di Haida Gwaii. La nostra cultura è fondata sul rispetto e l’intimità con la terra, con il mare e con l’aria attorno a noi. Come le foreste, le nostre radici sono talmente intrecciate che gli eventi più gravi non potranno sopraffarci. Dobbiamo la nostra esistenza ad Haida Gwaii. La generazione vivente accetta la responsabilità di passare il testimone alle generazioni future. Su queste isole i nostri antenati sono vissuti e sono morti. Noi costruiremo qui le nostre case fino a quando non saremo chiamati a raggiungerli nel grande aldilà”
primo paragrafo della Costituzione della Nazione Haida

Cos’è la biodiversità?

In modo riduttivo potremmo definire il concetto di biodiversità come l’enumerazione delle specie di organismi viventi e la diversità entro le specie, la diversità tra le specie e gli ecosistemi.

Potremmo esprimere questo concetto con un numero? A mio avviso no.

Ritengo che a questa definizione, seppur corretta, manchi una parte importantissima affinché si possa capire l’importanza e le molteplici implicazioni: la biodiversità è ciò che ci ha reso ciò che siamo, ciò che ha reso possibile ogni nostra attività, la biodiversità definisce il campo di azione di ogni essere vivente in particolare dell’Homo sapiens.

Per spiegarvi questo punto di vista vi racconto una storia, perché raccontare storie è il modo migliore per capire il mondo.

Questa è la storia del popolo Haida e parte nelle isole Haida Gwaii, dette anche le Galapagos del Canada, perché ospitano uno degli ecosistemi più ricchi e complessi del pianeta, molte specie di piante e animali di queste isole non si trovano in altre piante del mondo.

L’elemento principale di questo ecosistema (la foresta pluviale temperata) è l'acqua: che evapora dall'oceano e che subito condensa ricadendo in forma di pioggia e l'acqua dei ruscelli. I molti ruscelli alimentati dalle frequenti piogge vengono risaliti da milioni di salmoni nel periodo della deposizione, una parte di questi diventa cibo per gli orsi, ma l’abbondanza di prede permette agli orsi di cibarsi solo della parte più proteica, scartandone il resto, gli scarti diventano così il concime per enormi alberi della foresta pluviale.

Queste isole sono abitate da millenni dal popolo Haida, un popolo di guerrieri e di navigatori, perfetti conoscitori della foresta e del suo ecosistema, da cui ricavano tutto ciò che consente loro di vivere: cibo, medicine, legno da costruzione, legno per le canoe e per i totem.

 

haida-gwaii-totem

I totem della cultura haida ©Kimberly Nesbitt/Getty Images

Grazie ai cedri rossi (Thuja placata), alberi maestosi che possono raggiungere l’altezza di 70 m, gli Haida hanno potuto costruire delle enormi canone capaci di ospitare anche 60 uomini, imbarcazioni che consentirono loro di commerciare e combattere ad ampio raggio, prosperando così per lungo tempo.

Sino a quando negli ultimi decenni il rapporto simbiotico tra l’uomo e l’ecosistema foresta si è interrotto a causa dell’appetito DI compagnie multinazionali del legno e della carta. Due terzi della foresta scomparvero in meno di 3 decenni, con la scomparsa degli alberi scomparivano i totem, coi totem scomparivano le parole E la lingua. La cultura Haida stava morendo.

canoe abbandonate

Canoe Haida abbandonate nella foresta.

 

Intrapresero così una lunga battaglia legale contro il governo canadese che li vide in parte vincitori, le prove principali furono i tronchi di cedro rossi sagomati a foggia di canoa e i totem che dimostrano l’uso storico della foresta da parte della popolazione, ben prima dell’arrivo dei coloni.

Capiamo così come la biodiversità di un territorio non si possa dividere dalla storia del popolo che lo abita, capiamo così che natura e cultura ma sono in connessione, in un rapporto che, se gestito sapientemente, è un rapporto simbiotico in cui tutti vincono.

Capiamo così perché la biodiversità è ciò che ci rende ciò che siamo.

La storia degli Haida la potete trovare nel libro ‘La Resilienza del Bosco’ di Giorgio Vacchiano, per la rivista Nature è tra gli 11 scienziati emergenti a livello mondiale.

Al prossimo appuntamento con la #rubricabiodiversità !

La storia degli Haida la potete trovare nel libro ‘La Resilienza del Bosco’ di Giorgio Vacchiano, che per la rivista Nature è tra gli 11 scienziati emergenti a livello mondiale.

La resilienza del bosco

La resilienza del bosco di Giorgio Vacchiano

Al prossimo appuntamento con la #rubricabiodiversità !

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