In questo articolo vogliamo affrontare un argomento delicato, che ci sta molto a cuore e che muove opinioni spesso discordanti su cui vogliamo fare luce con un nostro parere.

 

"L'obiettivo da raggiungere è quello di una coesistenza, non si può pensare di riservare tutto il territorio all'uomo o viceversa ai lupi"
- Luigi Boitani
(Professore Onorario Università La Sapienza di Roma, biologo, scrittore, uno tra i massimi esperti di lupi in Italia)

 

Sicuramente in questi giorni avrete letto tutti la notizia del branco di lupi inseguito da un'auto lungo una strada asfaltata in Trentino.
Notizia che ha fatto scalpore e che, come spesso accade, ha scaldato gli animi sia di chi condivideva le opinioni dello zelante autista, sia di chi quelle opinioni le avrebbe condannate.

Vi chiederete forse perché noi di ForEst non abbiamo espresso un parere diretto sull'argomento.
Con molta sincerità vogliamo raccontarvi quello che abbiamo pensato mentre valutavamo se pubblicare o meno il post incriminato aggiungendo i nostri commenti.

Abbiamo pensato che l'argomento è estremamente delicato, che il gesto è condannabile ma altrettanto condannabili erano i commenti scaturiti (sui social media) da quel gesto.
A questo proposito ci siamo documentati sugli effetti della comunicazione attraverso i canali mediatici di opinioni radicali: abbiamo dedotto che nella maggior parte dei casi quello che succede è una distorsione percettiva dell'informazione alla base, una difficoltà a dibattere in modo articolato e pacato, la confusione nella distinzione dei mezzi di informazione accreditati, con l'effetto conseguente di alimentare astio e violenza.

Per non entrare a far parte di questo circolo vizioso, abbiamo voluto limitare i nostri commenti.

 

Ma nonostante ciò non vogliamo esimerci dal divulgare un'opinione scientifica su un argomento che a noi sta particolarmente a cuore, vale a dire la convivenza tra uomo e animali selvatici, e in particolare con i grandi carnivori.

 

Norme di comportamento votate a valori di rispetto ci chiedono di considerare ogni specie vivente su questo pianeta meritevole di attenzione e di conoscenza.
Questo non vuol dire spingersi a interferire con la vita selvatica, ma piuttosto conoscere e saperne rispettare i comportamenti.
Di conseguenza, comprendere quali siano per noi le azioni da adottare quando avvistiamo animali selvatici è un primo passo in questa direzione.
In linea generale, mantenere la distanza da qualunque animale possa incrociare il nostro cammino è un'azione che in vari modi ne garantisce l'incolumità. Limitare le fonti di disturbo, le interazioni, e diminuire lo stress da noi causato, sono tutte buone pratiche da applicare per limitare le interferenze con il mondo selvatico da noi così poco conosciuto!

Per considerare l’esempio in questione, nel caso di un fortuito incontro lungo una strada asfaltata, in cui gli animali non si limitano ad attraversare, ma si trovano costretti a percorrere la strada nella nostra stessa direzione a causa di ostacoli lungo i bordi (guardrail alti, strapiombo o pareti di roccia, muri di neve ecc…), la cosa migliore da fare è accostare il veicolo, diminuire l’intensità dei fari anteriori, e attendere che gli animali si allontanino e che trovino da soli una via d’uscita.

 

 

In generale riteniamo che 'farsi giustizia’ da soli non sia mai una buona idea. Come in ogni altro ambito civile e sociale umano, esistono giudici e avvocati che si occupano di trovare la soluzione equa e corretta a qualunque ‘conflitto’.

 

Così, nel mondo scientifico esistono scienziati e ricercatori che costantemente dibattono su scelte che bilancino gli interessi della specie umana e gli interessi del resto delle specie con cui conviviamo su questo pianeta, a partire dal più piccolo insetto fino ai grandi carnivori.

Il ruolo della comunità scientifica è quello di prendere decisioni sulla base di dati, informazioni, studi e ricerche di cui spesso noi, opinione pubblica "non addetta ai lavori", non siamo a conoscenza.
Non possiamo essere tuttologi e giudicare incondizionatamente quello che accade intorno a noi senza prove e senza conoscenze adeguate.

 

Situazione del Lupo su scala nazionale e internazionale secondo IUCN (Infografica Stefania Gentili © ForEst Studio Naturalistico - Fotografia Milko Marchetti ©)

 

 

La situazione del lupo in Italia

 

La situazione del lupo in Italia è studiata e dibattuta da anni dal mondo scientifico e gli scienziati lavorano costantemente per accordare le volontà di portatori di interesse che, molto spesso, esprimono opinioni discordanti.
Lo scopo dei numerosi progetti di studio e monitoraggio è proprio quello di implementare le conoscenze per poi attuare misure di conservazione e di gestione corrette e ponderate.

Nello specifico, le istituzioni di ricerca che si occupano di progetti di convivenza tra l’uomo e i grandi carnivori sono chiamate a prendere decisioni e strutturare piani di azione estremamente delicati, che vanno dalle azioni preparatorie ai progetti, alla stesura dei piani di gestione, alla realizzazione di operazioni pratiche di conservazione e convivenza.
Per deliberare su tali questioni di merito (ossia decisioni tecniche) sono necessarie conoscenze, competenze, padronanza tecnica della materia e dati di studio metodologici ed approfonditi.

Quello invece a cui siamo chiamati noi, è esercitare i nostri diritti di liberi cittadini e di opinione pubblica nel momento in cui vengono istituiti dei veri e propri tavoli di confronto.
Tutti i grandi progetti sopra citati diventano realmente attuativi solo nel momento in cui il parere delle grandi istituzioni viene portato di fronte alle opinioni di altri soggetti “non addetti ai lavori”.

Questo scopo viene raggiunto attraverso diverse fasi.
Una delle primissime è proprio quella in cui l’ente di ricerca individua i portatori di interesse, siano essi cacciatori, allevatori, liberi cittadini, albergatori, amministrazioni locali, educatori…, e instaura con loro dialoghi aperti e occasioni costanti di collaborazione. Solo in questo modo le azioni proposte dall’istituzione si conciliano concretamente con le criticità sollevate da chi vive il territorio e si fa portavoce di interessi civili, economici, sociali.

La seconda fase è rappresentata dalla pianificazione e attuazione delle strategie di comunicazione dei risultati, operazione altrettanto delicata che si concretizza nello sviluppo di campagne di sensibilizzazione e informazione.
La divulgazione assume così il ruolo determinante di avvicinare (ancora una volta) la cittadinanza agli enti di ricerca, attraverso prodotti di comunicazione semplici ed efficaci, che vanno da materiali didattici e informativi, a manuali tecnici, a incontri di formazione ecc..

 

In conclusione, noi riteniamo che siano molte le fonti accreditate da cui ottenere informazioni in merito alle questioni che più ci stanno a cuore. Altrettante sono le modalità con cui possiamo far sentire la nostra voce e esprimere le nostre opinioni che quindi, dopo esserci adeguatamente informati, non saranno più sterili e fine a sé stesse, ma saranno fondate e ragionevoli e porteranno verso un dialogo di confronto costruttivo e propositivo.

 

Il cartello di benvenuti nel Parco Nazionale della Sila (foto Stefania Gentili)

 

 

ULTERIORI INFORMAZIONI sono reperibili qui:

 

Life WolfAlps   PROGETTO LIFE WOLFALPS

 

Large Carnivore Initiative for Europe  LARGE CARNIVORE INITIATIVE FOR EUROPE

 

Shoot in the Alps - One Percent for the Planet   IO NON HO PAURA DEL LUPO

 

 

La foto di copertina è per gentile concessione di Milko Marchetti ©

 

 

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