RUBRICA GEOLOGICA

5. FORMAZIONI DEL FLYSCH (66 - 10 Ma)

Siamo arrivati all’ultima puntata di questo viaggio cronologico nella storia della Terra! Abbiamo fatto un bel salto nel tempo, dalla Formazione più antica affiorante in FVG (Fm. Uqua, 460 – 444 Ma fa) a ... dove ci fermeremo oggi? Non arriveremo di certo ai giorni nostri, i sedimenti che si stanno posando adesso saranno formazioni soltanto fra qualche milione di anni! Ma in un certo senso un assaggio dell’attuale ve l’ho comunque dato ... perché dico questo?

 

LE RUBRICHE DI FOREST
Autunno 2020

 

 

Vi siete accorti che tutte le immagini scelte per questa rubrica non sono nient’altro che ambienti naturali dei NOSTRI TEMPI? Sono attuali! Perché l’ho fatto? Semplicemente per ricordarvi che dopotutto la geologia viene letta in base a quello che succede nel presente! Dopotutto non abbiamo altri mezzi di riferimento ... certo capiamo che gli ordini di grandezza a volte sono davvero spropositatamente grandi rispetto a quello che troviamo oggi, basti pensare allo spessore di certe scogliere organogene fossili o al volume di colate laviche di ere geologiche passate, o ancora all’estensione di foreste vissute 300 Ma fa ... cose irripetibili ai giorni nostri! Ma certamente nel nostro piccolo abbiamo tanti spunti e indizi di come potessero funzionare le cose tanto tempo fa, di come potessero vivere alcune forme di vita, di cosa avessero bisogno, nonostante esse non esistano più su questo mondo! Chissà quali nuovi formazioni troveranno i geologi del futuro, magari ricche di impronte umane o di manufatti vari ... la cosa affascinante è che comunque, se noi non ci saremo, la Terra continuerà il suo eterno ciclo di formazione e disfacimento dei suoi territori!

 

Foto di Mariana Anatoneag da Pixabay

 

Oggi parleremo di una formazione molto estesa, il Flysch! In realtà non è una sola formazione ma a seconda della sua posizione nel FVG assume diversi nomi: Flysch del Grivò, Flysch di Clauzetto, Flysch di Claut ...). Anche le età possono essere leggermente differenti ma in questa sede, raggruppo per comodità tutte queste formazioni parlando semplicemente della Formazione del Flysch, come fosse una soltanto. Esso è una delle ultime formazioni in ordine cronologico, formazioni in senso stretto (solide, roccia) dopo di questo ancora poca roba e si entra nel campo dei sedimenti sciolti, ovvero quelli che diventeranno formazioni solo fra qualche milione di anni. A cosa corrisponde? Generalmente ad alternanze tra strati di materiale sabbioso (arenaria) e materiale più fangoso (marna). L’avrete visto chissà quante volte ... spesso le alternanze sono così sottili o comunque la pressione diagenetica è stata talmente forte da renderle delle sfoglie! Avete mai posato le mani in una parete di roccia molto molto friabile, di quelle che vi viene voglia di “sfregolarla” come antistress? Beh, se questa parete si trovava nelle Prealpi (Carniche o Giulie) o zona Carso allora è molto probabile che siete stati di fronte al Flysch! Come si è formata? Dunque, pensate alla conformazione dei continenti: terra emersa, poi arriva la costa, per una certa distanza da essa il mare/oceano è ancora basso (piattaforma continentale) e poi si scende improvvisamente nel blu oltremare (piana abissale). Questa zona è la scarpata continentale, una sorta di rampa piuttosto inclinata che raccorda le due profondità. Nella piattaforma continentale si accumulano nei millenni tonnellate e tonnellate di sedimento (arenaceo e fangoso) proveniente dai continenti, eroso e trasportato dai fiumi. Accumulo dopo accumulo, i sedimenti si ritrovano in “bilico” tra la piattaforma continentale e l’inizio della scarpata, perciò al primo scossone (terremoto o semplicemente altro forte accumulo) parte la frana giù diritta verso la piana abissale. Si chiama Corrente di Torbida. Essa col tempo si sedimenta al fondo, dapprima il materiale più grossolano e quindi più pesante (sabbia) e poi quello più fangoso (marna) ... ed ecco fatta l’alternanza! Capite che corrente di torbida dopo torrente di torbida si possono raggiungere quei km di spessore di Flysch che si vedono sulla cintura di montagne che contorna l’alta pianura friulana! Nel consueto schemino sotto potrete trovare dei buoni punti di affioramento ma uno davvero spettacolare ve lo pubblicizzo qui: le Cascate di Crosis, a Tarcento! Anche questo è un Geosito, ossia un luogo che viene ritenuto molto importante per le sue conformazioni e caratteristiche geologiche. Una sorta di traduzione in maniera molto semplice di alcuni fenomeni geologici!

Detto questo non mi resta che consigliarvi, dopo questa rapida infarinatura sulla geologia del nostro territorio, di scaricare la Carta Geologica del FVG  dal sito della regione (https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/ambiente-territorio/tutela-ambiente-gestione-risorse-naturali/FOGLIA201/FOGLIA7/). Sarà molto divertente accorgersi di poterla un po’ leggere e di saper quindi individuare le formazioni viste finora! E chissà se riuscirà a suscitare ancora un po’ la vostra curiosità! Ve lo auguro, le escursioni assumeranno ancora di più un valore aggiunto perché avrete un antico libro aperto davanti ai vostri scarponi ... ops, occhi!

 

Fm. del Flysch

Età: 66 - 10 Ma (dal Cretaceo superiore al Miocene medio)

Fossili: di solito non ne ha ma dipende tanto dalla zona.

Litologia: alternanza tra strati arenacei e marnosi con presenza in alcuni luoghi di mega spessori di materiale calcareo (es. cava di Vernasso, geosito).

Dove trovarla: Prealpi Carniche e Giulie veramente sono zeppe di questo! E anche appunto il Carso triestino, non appena finisce il calcare.

 

Vi ringrazio tanto per aver seguito questa rubrica, spero vi sia piaciuta e ... al prossimo viaggio geologico!

... e come sempre ... buon cammino!

 

Foto di copertina di Petra4711 da Pixabay

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