RUBRICA LIBRI

5ª e ultima puntata

 

CAMMINARE

di Henry David Thoreau


Ultimo appuntamento con questa rubrica un po’ particolare!
Approfittando di questi “strani” tempi sicuramente più casalinghi, abbiamo pensato di offrire nei nostri articoli degli spunti per intrattenere la mente più che il corpo, come invece siamo soliti fare.
Ci siamo detti: perché non consigliare dei libri che ci facciano viaggiare, riflettere, divertire e scoprire la natura direttamente da casa e ci permettano così di provare sensazioni "escursionistiche"?
Ne abbiamo proposto uno a settimana, ogni giovedì, per 5 settimane.
Per chi lo volesse, potete rileggerle scorrendo le news sul nostro Blog nel capitolo Scoperte e Divulgazione

Approfittiamo per anticiparvi che tra le proposte escursionistiche di ForEst 2021 ci sarà anche un filone dedicato alle
"ESCURSIONI LETTERARIE"
durante le quali saranno i libri a guidarci nella scoperta di un ambiente, di un territorio, o nello sviluppo di qualche riflessione attraverso la natura e alcuni illuminanti testi scelti.
Invitiamo tutti a tenere d'occhio la nostra pagina web e i vari canali di comunicazione social di ForEst per restare aggiornati su questa e altre novità!

Buona lettura, con l'augurio che vi possiate appassionare a questi testi così come è successo a noi! 😊

 

LE RUBRICHE DI FOREST
Inverno 2021

 

 

Il giorno in cui, in uno degli incontri tra ForEsti, decidemmo di provvedere alla creazione di questa semplice rubrica, il compito per casa risuonò implacabile: "Pensate a UN libro a tema natura, ambiente, viaggio di cui parlare".
La decisione -c'è da ammetterlo: condivisa- di scegliere un solo libro da raccontare fu inizialmente vissuta dal sottoscritto come qualcosa di profondamente ingiusto, senza cuore, cinico.
La mente iniziò a vagare nel tempo e nello spazio alla ricerca dei libri miliari della propria esistenza, sapendo che tutti tranne uno avrebbero poi gridato vendetta al cielo per essere stati gli esclusi, i reietti, in questa famigerata corsa all'oro nel diventare oggetto di una piccola -nello share, probabilmente- ma grande -per il significato intrinseco e personale- rubrica del sito di ForEst.

Affiorarono uno ad uno i grandi testi sacri di Walter Bonatti, Franco Michieli, Jules Verne, perfino il grande libro dei Geositi (sul comodino per diversi mesi) ...

... ma durante una delle consuete camminate nei campi dietro casa, sui sentieri "del lockdown", pensai che in questo anno solare un solo libro ha avuto la forza di presentarsi alla memoria in modo esplosivo con alcune frasi-bomba, che, per motivi a me ignoti, sono evidentemente impresse nel mio inconscio, pronte a intervenire all'occorrenza.

Vi presento

 

 

Prima di descrivere brevemente questo testo, è necessario spendere due parole per capire chi era Henry David Thoreau.
Vissuto negli Stati Uniti nel bel mezzo del XIX secolo (1817-1862), fu un personaggio atipico (scagli la prima pietra chi osa definire cosa o chi è "tipico"), controcorrente, schietto, a volte estremo nel suo fare e nel suo dire, ma soprattutto amante della Natura selvaggia e gran cercatore della verità.
Per intenderci, il nostro Henry decise di passare due anni in una capanna autocostruita sulle rive del piccolo Walden Pond, un lago del Massachussets, per ricordare a sè stesso e ai suoi contemporanei che la vera casa dell'uomo è la Natura, e non gli ozi e gli spazi chiusi che la società moderna stava assicurando a tutti in quel periodo.
E nel 1846 non si ebbero più dubbi che era un tipo tosto quando litigò furiosamente con la zia, "rea" di aver pagato la cauzione per scarcerarlo dopo che era finito agli arresti. Il suo "crimine"? Henry si era rifiutato di pagare la tassa di finanziamento allo schiavismo e alla guerra contro il Messico, profondamente convinto che è necessario disubbidire in modo non-violento a leggi ingiuste.

 

Camminare è un libriccino di pensieri sparsi senza un apparente filo logico. Quasi un flusso di coscienza.
Qualcuno potrebbe pensare che voglia proporre questo titolo perchè voglio gridare al mondo che fare due passi è bello, o per deformazione professionale, o perchè oggi, appunto, l'escursionismo sta diventando un'attività di tendenza, riscoperto dal turismo di massa e al top nei trend del mercato.

La verità è che ritengo che questo libro possa tornarci utile in questo tempo.
Thoreau scrisse queste riflessioni a metà Ottocento, in un momento in cui egli, da profeta qual'era, iniziò a intravedere che il camminare stava entrando per la prima volta in crisi.
L'uomo, da sempre vissuto nella Natura e con la Natura, in un moto perpetuo di scoperta dell'altro e di sè, in cammino dagli albori della sua storia, iniziava a rinchiudersi in sè stesso e a subire una alienazione in nome di un illusorio benessere del quale Henry prevedeva già i frutti peggiori.
Il camminare rischiava di perdere il ruolo di atto fondamentale dell'essere umano, ma anzi stava diventando un qualcosa che distoglie dagli impegni del giorno, un'attività appunto "per gente pigra di mezza età, che chiede la carità con la pretesa di andare in pellegrinaggio in Terra Santa".

 

In mesi vissuti tra "lockdown" e "zone arancioni", è stato Thoreau a suggerire la strada e rivelarsi veritiero quando diceva:
"Il mio circondario offre molti buoni sentieri; e sebbene per così tanti anni ho camminato quasi ogni giorno, e a volte per molti giorni di seguito, non li ho ancora percorsi tutti. Un’assolutamente nuova prospettiva è una grande felicità e ancora non posso provarla ogni pomeriggio.
Due o tre ore di passeggiata mi portano come straniero in un paese come mi aspetto sempre di vedere. C’è infatti una sorta di armonia che si può scoprire tra le possibilità del paesaggio all’interno di un raggio di dieci miglia, o nel limite di una passeggiata pomeridiana, per sessant’anni o dieci vite umane. Non vi diventerà mai familiare"

O ancora quante volte in questi mesi ha sfidato la pigrizia, il torpore o semplicemente l'abitudine ricordandomi in modo irriverente del dovere di uscire dalla casa-universo, "come se le gambe fossero fatte per essere seduti e non per stare in piedi e camminare".
Thoreau è fatto così. Porta le cose all'estremo. Non lo fa con cattiveria: vuole solo farci riflettere (e pure a fin di bene!).

Molte volte invece ha spalleggiato il mio entusiasmo alla vista di una apparentemente anonima torbiera, facendomi sorridere nel ricordo che "la speranza ed il futuro non sono in tappeti erbosi e in campi coltivati, non in paesi e città, ma in paludi impervie ed agitate".
"Una città è salva non più per la rettitudine degli uomini che sono in essa ma per le piante e le paludi che la circondano... una tale città è adatta a coltivare non solo granturco e patate, ma poeti e filosofi per gli anni a venire".

 

E che dire di tutti quei dolorosi pensieri "sotto la mascherina" alla vista dei martoriati paesaggi dell'hinterland udinese, iper frammentati da capannoni abbandonati, tralicci e ripetitori, autostrade, spazi asfaltati o recintati, mentre Henry intanto sentenziava: "Oggigiorno la maggior parte dei cosiddetti "sviluppi umani", come la costruzione di case e l’abbattimento di alberi anche secolari, semplicemente deforma il paesaggio e lo rendono sempre più scialbo e desolato. La gente dovrebbe cominciare a bruciare i recinti e lasciar stare le foreste!".
Metà Ottocento. Cosa direbbe oggi, ora che si è avverato che "i recinti saranno moltiplicati ed i calessi dell’uomo e gli altri motori che inventeranno per confinare l’uomo sulla strada "pubblica" cammineranno sulla superficie della terra di Dio"?
Un mondo come quello in cui Thoreau era libero di vagabondare non ci è nemmeno più immaginabile.

Eppure un vero profeta non chiude mai lasciando l'amaro in bocca, e il suo monito, come abbiamo capito, riecheggia vigile anche nel terzo millennio.
Riconsiderare qual'è il vero legame dell'uomo con la Natura, con il paesaggio, con la bellezza.
Aprirsi all'al-di-fuori, all'altro, dare valore al tempo e allo spazio, prendersi cura di ciò che ci circonda, sono imperativi e sfide importanti del nostro tempo.
Sapremo coglierle?
In gioco c'è -probabilmente- la radice e l'essenza stessa dell'essere umano.

 

In un pomeriggio qualsiasi, preferibilmente al tramonto, provate a fare una passeggiata nei campi dietro casa e fermatevi a leggere, nel punto più lontano da casa, qualche pagina di questo libriccino:

"È vero, siamo crociati deboli di cuore, come camminatori, che oggigiorno intraprendono imprese improbabili e senza fine. Le nostre spedizioni sono dei viaggi, e alla sera ci riportano di nuovo nella vecchia terra da cui siamo partiti. La metà del percorso è fatto nel ripercorrere i nostri passi.
Noi dovremmo andare dritti per la via più corta, possibilmente nello spirito di eterna avventura, senza mai ritornare; preparati a rispedire indietro i nostri cuori imbalsamati solo come reliquie, nei nostri regni desolati.
Se siete pronti a lasciare padre e madre, fratello e sorella, moglie, bambini e amici, senza mai più rivederli - se avete pagato i vostri debiti, e fatto quel che volevate, e sistemati i vostri affari, e siete uomini liberi – allora siete pronti per camminare".

Dunque, se anche voi ora ridacchiate per l'ironia di Thoreau mentre vagate per campi pensando "Che la gente continui ancora i pellegrinaggi, e i pellegrini cerchino altri sconosciuti che camminano", guardatemi negli occhi e ditemi: Siete davvero pronti per Camminare?

"Così noi andiamo verso la Terra Santa finchè il sole un giorno non brillerà più di quanto non abbia mai fatto prima, brillerà allora nelle nostre menti e nei nostri cuori e illuminerà l’intera nostra vita con una grande luce di speranza, calda, serena e dorata come su una riva in autunno"

Buona lettura e ci vediamo alle ESCURSIONI LETTERARIE 2021 di ForEst!

 

PS: Come sempre sappiamo bene che un libro è un libro e scorrerne le pagine non ha paragoni, però sul web "Camminare" di Thoreau è eventualmente disponibile anche in versione PDF free liberamente scaricabile cliccando a questo link!

 
 
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