Ben ritrovati!
Secondo appuntamento con la Rubrica del martedì di ForEst.
Avete iniziato ad entrare nel clima della rubrica guardando un po' il cielo questa settimana, VERO?
🤓

 

 

LE RUBRICHE DI FOREST
Autunno 2020

METEOROLOGIA IN PILLOLE

 

 

Capitolo SECONDO

 

LE NUVOLE ALTE

Le più eleganti

 

The sky is the ultimate art gallery just above us.
Il cielo è la più grande galleria d’arte, ed è proprio sopra di noi.

(Ralph Waldo Emerson)

 

Nella scorsa puntata (clicca QUI se te la sei persa!) abbiamo accennato alla formazione delle nostre amate nuvole, e abbiamo concluso affermando che le "bolle d'aria umida", sollecitate dal riscaldamento da parte del sole, dalla modificazione della pressione atmosferica e dall'orografia del territorio possono salire a quote diverse.
A seconda della presenza di goccioline d'acqua, di cristalli, della pressione atmosferica e di sistemi frontali, le nubi assumono quindi un aspetto a noi più o meno noto.

 

RAGGIO D'AZIONE ?

Questi incredibili e perenni movimenti verticali e orizzontali di masse d'aria avvengono in una regione dell'Atmosfera (che è suddivisa convenzionalmente in strati a diverse altitudini, e con caratteristiche fisiche e chimiche differenti: ma non ne parleremo quest'oggi) compresa tra la superficie del suolo e un'altezza di circa 13 Km.
Questo strato plurichilometrico prende il nome di Troposfera, ed è qui dentro che il nostro sguardo andrà a cercare le diverse tipologie di nuvole.

File:Atmospheric Layers.svg
Original by en:Bredk, converted to SVG by tiZom, globe borrowed from File:Earth clip art.svg, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, attraverso Wikimedia Commons

 

CHI SALE PIU' IN ALTO?

Una volta raggiunto il livello di condensazione l'umidità perde il dono dell'invisibilità e dallo stato gassoso passa a quello liquido, ma può passare anche allo stato solido trasformandosi sempre più in minuscoli cristalli di ghiaccio dal punto in cui la nube si colloca sotto lo 0°C termico.
Alle quote più elevate troveremo quindi nuvole composte da soli cristalli di ghiaccio (con temperature inferiori a -40°C!), definite molto semplicemente Nuvole alte, collocate tra 5mila e 13mila metri.

Strane virgole, uncini, piume arricciate, "graffi" nel cielo, che all'alba e al tramonto danno il meglio di sè: le più classiche tra le nubi alte le conosciamo tutti.
Stiamo parlando dei Cirri, i riccioli del cielo. E infatti il termine latino "cirrus" significa proprio "ricciolo, viticcio": il termine è stato poi adottato dal meteorologo inglese Luke Howard, il padre della nefologia, la branca della meteorologia che studia appunto le nuvole. Fino a quel momento erano i marinai i maggiori conoscitori di cieli e fenomeni atmosferici: i nostri viticci erano chiamati volgarmente "code di gatto".
La particolare arricciatura è dovuta alle forti correnti presenti alle alte quote!

Per l'altitudine alla quale si trovano, i cirri sono i primi ad essere illuminati all'alba, e gli ultimi a salutarci con i loro colori. Le differenti tinte che assumono col passare dei minuti sono dovute ai fenomeni di rifrazione della luce solare al facile passaggio tra i minuti aghi di ghiaccio.

ASSEMBRAMENTI

L'estensione dei cristalli di ghiaccio può non limitarsi alla presenza delle nuvole individuali (i cirri, appunto), ma assumere forme stratificate, più o meno compatte, pur mantenendo l'aspetto sereno della giornata.

Possiamo osservare estensioni anche più ampie di nubi compatte e molto sottili, che finiscono per occupare anche tutto il cielo sopra di noi. Queste prendono il nome di Cirrostrati e si formano spesso temporalmente dopo la comparsa dei cirri.
Sono loro i responsabili del fenomeno ottico degli aloni attorno al Sole o attorno alla Luna. Uno spettacolo che va attribuito appunto alla rifrazione della luce solare da parte di milioni di cristalli di ghiaccio disposti con orientamento casuale.

Solitamente distribuiti in banchi formati da innumerevoli nubi più piccole sono invece i Cirrocumuli.
La loro formazione può essere legata a uno strato di aria umida costretto a innalzarsi a causa di una catena montuosa, sinonimo di spostamento di masse di aria umida in quota e spesso coincidente con una diminuzione della pressione e presagio di un possibile peggioramento del tempo, con il possibile arrivo di un fronte caldo.
Osserveremo in questo caso il classico "cielo a pecorelle", fenomeno condiviso con gli Altocumuli, dei quali parleremo nella prossima puntata.
Dunque non ci hanno fregati, il famoso proverbio "Cielo a pecorelle, pioggia a catinelle" non dice il falso! Tuttavia, questo non si verifica sempre: dovremmo osservare alcuni parametri meteorologici quali la diminuzione progressiva della pressione, la rotazione dei venti e l'aumento della copertura nuvolosa e della sua densità.

Spesso però osserviamo Cirri, Cirrostrati e Cirrocumuli in giornate prevalentemente soleggiate ("Cirri di bel tempo") oppure alla fine di un temporale.
Dunque per una parte delle occasioni, queste nubi si presentano in momenti molto gradevoli, ed essendo molto fotogeniche, regalano grandi soddisfazioni per gli amanti dei cieli sfumati e artistici, specie nelle ultime ore del pomeriggio in autunno ed inverno, o verso sera in primavera ed estate!

 

Nella terza puntata scenderemo di quota per fare la nostra conoscenza con le affascinanti Nuvole Medie!

Che dire.. buona visione di cieli diurni nelle prossime giornate!

A martedì prossimo!
(e a Venerdì per la rubrica sulle Impronte degli animali selvatici!)


 

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