Quarta puntata delle Rubriche del Venerdi di ForEst.
Nel mondo delle impronte degli animali selvatici ce ne sono alcune davvero strane...! Andiamo a scoprire chi sono i loro autori.

 

LE RUBRICHE DI FOREST
Autunno 2020

TRACCE ANIMALI

 

 

Capitolo QUARTO

LE ORME PIÙ STRANE

 

 

Se siete dei bravi osservatori della natura, di sicuro nelle vostre passeggiate vi sarà capitato di scorgere delle impronte che non rientrano in nessuna delle categorie trattate finora.

Per la precisione, e per fare il punto a cui siamo arrivati, manca ancora una grande categoria di “zampe” da analizzare: quella degli animali con gli zoccoli.
Ma non è questa l'occasione! Ci arriveremo nella prossima puntata.

Per ora abbiamo parlato di impronte con cuscinetti digitali (nella seconda puntata), impronte con appoggio plantare (nella terza puntata), e oggi affronteremo quelle impronte che non appartengono né all’una né all’altra categoria, o che sono un ibrido tra le due!

 

CHE STRANA PISTA!

 

Vi siete mai imbattuti in una pista del genere?

 

Pista misteriosa! (foto M. Pascolino)

 

Assomiglia proprio una sequenza di “frecce” che sembrano indicare una direzione!

Se guardiamo attentamente, possiamo osservare che la pista è formata da gruppi di impronte che disegnano queste caratteristiche “Y”: ogni gruppo è composto da due orme che appaiono più rotondeggianti, quasi in sequenza una dopo l’altra e vanno a formare la base della Y, mentre altre due sembrano di poco più allungate, disposte davanti a quelle tondeggianti, quasi allineate tra loro e ben distanziate.

Ora lasciamo la forma della pista e andiamo ad osservare da vicino cosa resta impresso di queste orme al suolo.

 

Dettaglio delle orme nella pista (foto M. Pascolino)

 

Cominciamo dall’alto.
Le prime impronte, leggermente più grandi, nella neve imprimono una forma che potrebbe ricordare vagamente quella di un canide (viste nella seconda puntata).
Appaiono infatti 4 cuscinetti digitali con tanto di unghie, disposti simmetricamente tra loro attorno ad un punto centrale.
Attenzione però che il punto centrale non è ben marcato come quello dei canidi, ma solo accennato e già questa è una bella differenza. Possiamo già anticipare che la specie oggetto della nostra indagine non presenta un cuscinetto plantare ma solo ciuffi di peli tra le dita e il tallone.
La porzione di tallone che “allunga” l’impronta in questa foto è poco visibile, a causa del riflesso della neve, ma si può scorgere seguendo le linee disegnate nella prossima foto.

Dal confronto con il gps di Marco (!) che misura circa 10 cm di lunghezza, l'orma è lunga circa 7 cm.
Il bordo poi risulta molto allargato per effetto della neve.
Se l'animale fosse stato fermo (...e fermo non era, e poi vedremo perchè!) questa 'zampa' poteva arrivare ad una misura di circa 10 - 12 cm di lunghezza.

Subito sotto notiamo le due impronte più piccole, di forma più arrotondata, i cui segni delle dita appaiono irregolari, non simmetrici. In particolare, solo 3 sono ben visibili mentre il quarto (che poi sarebbe il primo dito) è appena accennato.La larghezza e la lunghezza sono circa di 4,5 cm. Ricordiamo comunque che le impronte nella neve morbida come questa possono apparire decisamente più allargate.

 

 

Questa è in maniera molto esemplare l’impronta di una ....LEPRE!
E diciamo lepre con sicurezza e non coniglio perché nella nostra regione esistono pochissimi luoghi in cui si possono trovare i conigli selvatici, e sono circoscritti in aree molto limitate.

Il lieve “galoppo” nelle lepri è l’andatura più classica. L’appoggio a terra è quello in cui le zampe anteriori poggiano per prime, in sequenza una dopo l’altra, immediatamente seguite dalle lunghe zampe posteriori che si imprimono davanti a quelle anteriori, dando lo slancio per il balzo successivo.
Ecco quindi che si forma la famosa Y, che indica esattamente la direzione in cui sta procedendo l’animale.

Nel caso specifico di questa foto, la lepre stava correndo: la distanza tra le due impronte anteriori, infatti, aumenta all’aumentare della velocità e i talloni nelle zampe posteriori sono meno accentuati.

 

Schema impronte di lepre e andatura (© ForEst Studio Naturalistico - Stefania Gentili)

 

 

 

LE ORME PIÙ INTROVABILI

 

Il suolo fangoso ha una grana molto sottile, sembra quasi sabbia bagnata. Camminiamo nel fitto di un bosco di abeti quando ad un tratto ci imbattiamo in questa strana forma impressa nel fango...

 

Intanto il nostro moto di esultanza dovrebbe essere grande!
Riuscire a osservare questi tipi di segni è un caso più unico che raro: primo, per la dimensione stessa delle impronte; secondo, per il poco peso corporeo dell’animale che le lascia e per le sue abitudini di vita.
Per lasciare impresso un segno nel suolo quando si pesa poco è necessario che il substrato sia molto fine e morbido. E inoltre, il loro autore non è propriamente un animale che ama passare a terra la maggior parte del tempo..!

 

Ma passiamo all’analisi dei dettagli.

Le singole impronte sono molto piccole: con una moneta da 50 cent a confronto, sembrano avere una dimensione di circa 3,5 - 4 cm. Le prime, quelle più in alto, sono leggermente più lunghe e presentano molto chiaramente il segno di 5 dita con tanto di piccoli artigli, molto simili ad una mano umana in miniatura!
Le impronte della fila dietro, invece, presentano solo 4 dita, sempre molto allungate e sempre con le unghie ben  in vista.

Anche la disposizione delle quattro orme è abbastanza strana..: cosa faceva questo animale? era fermo o si stava muovendo?
E inoltre, quale animale è così piccolo da lasciare un tipo di impronte del genere?

Un po’ di suspence e…

vi svelo subito il mistero! Si tratta dello SCOIATTOLO.

Gli scoiattoli sono leggeri e passano molto del loro tempo a saltellare tra i rami degli alberi. Possono però agilmente scendere a terra per passare da un albero all’altro e per approfittare di un po’ di cibo caduto.
Anche l’andatura dello scoiattolo, come quella della lepre, è tipicamente a balzi, con le zampe posteriori che sovrastano quelle anteriori, ma la differenza con essa è che qui le anteriori poggiano a terra in maniera simmetrica e allineata, in modo tale che il risultato finale della traccia siano 2 coppie di zampette ben allineate: due davanti, quelle posteriori, e due dietro, quelle anteriori.

 

Dopo aver indagato dalle impronte più grandi a quelle più piccole, dopo aver parlato di evoluzione nel modo di camminare e appoggiare le zampe, dopo aver messo a confronto tra loro le impronte più strane.... vediamo cosa ci riserverà la quinta e ultima puntata il prossimo venerdi!

 

 

 

 

QUI TROVI I LINK ALLE ALTRE PUNTATE
PRIMA PUNTATA: tracce o segni di presenza
SECONDA PUNTATA: le impronte di cani e gatti (selvatici!)
TERZA PUNTATA: cosa vuol dire essere un "plantigrado"
QUINTA e ultima PUNTATA: l'evoluzione alla corsa
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