Seconda puntata delle Rubriche del Venerdi di ForEst.
Le differenze tra le impronte dei cani e dei gatti... rapportate al mondo degli animali selvatici!

 

LE RUBRICHE DI FOREST
Autunno 2020

TRACCE ANIMALI

 

Capitolo SECONDO

IMPRONTE DI CANI E GATTI (SELVATICI!)

Prosegue la rubrica alla scoperta delle impronte degli animali selvatici presenti nella nostra regione.
Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati nella scorsa puntata e da li proseguiamo per entrare nel vivo del nostro argomento.
Da oggi e per i prossimi venerdi infatti inizieremo ad analizzare 4 tipi diversi di impronte.

 

QUALI SONO GLI ELEMENTI CHE CI PERMETTONO DI IDENTIFICARE UN’IMPRONTA?

Se vi ricordate dalla puntata precedente, il segno lasciato dalla zampa di un animale è dato dall’appoggio del suo “piede” e dal suo modo di camminare.
Parlando solo dei mammiferi, abbiamo visto che alcuni di loro appoggiano tutta la pianta del piede e tutte e 5 le dita e sono detti “plantigradi”; altri appoggiano solo il cuscinetto plantare e nella loro orma sono visibili 4 dita, e sono detti “digitigradi”; poi c’è la categoria degli animali che camminano appoggiando le unghie del piede, molto sviluppate a formare zoccoli, e questi sono detti “unguligradi”.

 

COMINCIAMO A RICONOSCERE GRUPPI DI IMPRONTE

Immaginiamo (in attesa di tornare presto a indossare i nostri scarponi!) di camminare in natura, magari dopo un giorno di pioggia e, attraversando un tratto di bosco, di imbatterci in una impronta simile a questa…

Impronta misteriosa (Foto S. Gentili)

 

Da che parte si comincia per capire quale animale l’ha lasciata?

Ponendoci le corrette domande:
- quanto è grande questa impronta?
- quante “dita” ha visibili? Quanti segni ci sono nel terreno: ce n’è uno centrale e altri più piccoli ai lati (cuscinetto e dita)? Oppure ce ne sono solo due, molto chiari, grandi e paralleli tra loro (zoccoli)?
- ci sono segni visibili di artigli?
- che forma ha l’impronta?

Per facilitare il riconoscimento, possiamo scoprire se nei dintorni c'è anche qualche altra orma, magari più chiara della precedente. Altre informazioni possono essere estrapolate anche osservando se queste sono disposte in una fila ordinata o casuale...
Ma per ora limitiamoci ad osservare la singola impronta trovata.

Sembra abbastanza grande, sicuramente più di 1-2 cm (il tappo di questo obiettivo della macchina fotografica ha un diametro di 7 cm)
Nella fotografia si vede chiaramente la forma di un cuscinetto, più grande, centrale, e la forma di altri quattro più piccoli disposti attorno ad esso, quindi possiamo dire che ha 4 dita visibili. Data la dimensione e il numero di dita, circoscriviamo la ricerca ai gruppi dei CANIDI e dei FELIDI.

 

Per complicare la situazione vediamo un’altra impronta a confronto…

Impronta di confronto (Foto S. Gentili)

 

Che differenza c’è tra le due impronte?

Entrambe hanno 4 dita visibili, ma nella seconda orma, si nota chiaramente che al di sopra dei 4 cuscinetti più piccoli che rappresentano le dita ci sono degli ulteriori fori, molto più piccoli.
I fori più piccoli sono segni lasciati da artigli.
Osservate i vostri animali da compagnia, cani e gatti.. Quali tra loro, quando si muovono, fanno ticchettare le loro unghie sul terreno?
I cani!

I gatti infatti hanno il cosiddetto “passo felpato” perché non appoggiano le unghie al suolo. I loro artigli sono protrattili, ovvero tenuti nelle guaine delle dita fino al momento del necessario utilizzo che, per i gatti, può coincidere (ad esempio) con un momento di gioco, mentre per i felidi selvatici coincide con l’attacco alla preda.
Le unghie delle zampe dei cani, invece, sono utilizzate per aumentare la presa al suolo, e sono quindi sempre visibili nei segni delle impronte.
Nella prima foto non sono quindi visibili segni di artigli.

Ora immaginiamo di inscrivere la nostra orma all’interno di una forma geometrica.
La prima impronta ricade quasi perfettamente all’interno di un cerchio. La seconda invece appare allungata, e più facilmente associabile ad un ovale.

Le due impronte a confronto per la loro forma

 

Nel dettaglio, infatti, nella prima impronta le due dita centrali sono separate tra loro e disposte in maniera asimmetrica. Nella seconda impronta è possibile osservare la regolarità con cui sono disposti i cuscinetti: le due dita centrali sono vicine e quasi parallele tra loro.

C'è un altro dettaglio che non salta subito all'occhio ma che è determinante per il riconoscimento: il cuscinetto plantare della prima impronta è composto da tre lobi, le cui dimensioni nel bordo inferiore dell'orma appaiono simili.
Nell'orma a confronto invece, il bordo inferiore del cuscinetto plantare appare meno marcato e più simile ad una forma di rene, con due lobi più pronunciati ai due lati (nel disegno schematico qui sotto la differenza si apprezza meglio!)

Stilizzazione delle due impronte a confronto Stilizzazione delle due impronte a confronto (© ForEst Studio Naturalistico - Stefania Gentili)

 

SVELIAMO IL RISULTATO

Ricapitoliamo gli elementi osservati nella prima impronta:
- 4 dita
- assenza di segni di unghie
- forma quasi circolare
- cuscinetti disposti in maniera asimmetrica
Per le caratteristiche delle zampe, questa impronta appartiene ad un FELIDE selvatico.

 

MA A QUALE FELIDE?

    Ultimo elemento (ma non ultimo da osservare!) che può venire in nostro aiuto, è la misurazione della dimensione dell’impronta.

Ovviamente, per farlo è necessario avere sempre con se un centimetro graduato, oppure un elemento da escursionismo di dimensioni note da cui poi poter ricavare le misure una volta scattata la fotografia (come la copertina di plastica di una mappa topografica oppure il tappo della macchina fotografica!).

Le misure da prendere sono la lunghezza e la larghezza.

 

 

 

La lunghezza e la larghezza delle impronte (© ForEst Studio Naturalistico - Stefania Gentili)

 

Le dimensioni dell'impronta nella foto superano i 7cm di larghezza e di lunghezza (ricordate, è quasi inscritta in un cerchio) e quasi raggiungono gli 8 cm: potete stare certi di aver incrociato sul vostro percorso il passo felpato di una LINCE!!

Se le misure fossero al di sotto di queste, sarebbe più probabile essere in presenza delle orme di un GATTO: gatto domestico o gatto selvatico è quasi impossibile da definire! I gatti domestici possono fare molta strada nei boschi ed essere anche parzialmente inselvatichiti. Dipende molto dall’ambiente in cui ci troviamo.

 

 

IN CONCLUSIONE QUESTE DESCRIZIONI VALGONO PER TUTTE LE IMPRONTE?

Bisogna sempre tenere in considerazione che qui stiamo seguendo uno schema logico che ci aiuta a osservare alcuni dettagli per arrivare a delle conclusioni, scartandone altre.
Le condizioni reali in cui le impronte si trovano in natura sono però meno “precise” dei disegni rappresentati qui.
A seconda del tipo di suolo le impronte possono essere più o meno marcate, presentare margini meno chiari, essere più grandi del reale quando il suolo è molto molle.
Quindi è sempre necessario procedere con cautela nell’identificare il nostro indiziato.

 

IMPORTANZA DELLE IMPRONTE

La puntata di oggi si chiude qui, ma non prima di ricordare un'ultima cosa molto importante.
Se per caso avvistate delle impronte del genere, è molto utile far pervenire la vostra segnalazione al Corpo Forestale della Regione Friuli Venezia Giulia.
I segni lasciati dagli animali selvatici sono sempre un buon indice della loro presenza, soprattutto se segnalati con precisione!

Quindi ricordate di scattare una foto con un indicazione della dimensione dell'impronta e contattate il numero di telefono della Stazione Forestale più vicina a dove vi trovate.

E per concludere definitivamente, ecco svelato l’arcano del disegno riportato a conclusione dell’articolo di venerdi scorso.

Questa è l’impronta (e gli occhi!) di una LINCE!

 

Arrivederci a venerdi prossimo!!

 

 

 

 

 

QUI TROVI I LINK ALLE ALTRE PUNTATE
PRIMA PUNTATA: tracce o segni di presenza
TERZA PUNTATA: cosa vuol dire essere un "plantigrado"
QUARTA PUNTATA: le orme più strane
QUINTA e ultima PUNTATA: l'evoluzione alla corsa
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